Visualizzazione post con etichetta filippica time. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta filippica time. Mostra tutti i post
domenica 31 marzo 2019
World Congress of Families: il medioevo bussa alla porta.
A quanto pare è possibile viaggiare nel tempo. Doc e Marty lo avevano già fatto nel 1985, in effetti, e il Doctor Who lo ha reso un marchio di fabbrica da diverse ri-generazioni, ma finora tutto sembrava relegato a quel fantastico mondo che è la fantascienza, in cui basta pensare ad una possibilità, condirla di un po' di tecnologia e, voilà, il piatto è servito.
E invece.
E invece a quanto pare, come dicevo all'inizio, si può fare davvero. Solo così si può spiegare come nel 2019, in un'epoca in cui esiste la macchina elettrica, i viaggi spaziali sono diventati meta turistica dei milionari e si è riusciti a rendere popolare il gelato al puffo, ci si trovi davanti al World Congress of Families, una delle cose più anacronistiche e antidiluviane esistenti dai tempi della Santa Inquisizione Spagnola.
Il WCF (che già dall'acronimo rivela la sua eloquente natura espulsiva da toilet) è un convegno anti-LGBT, anti-abortista, anti-divorzista, anti-femminista, non dichiaratamente ma di fatto anti-progressista e sicuramente anti-patico come una cacca di piccione che ti crolla sulla testa prima di un colloquio di lavoro importante. Si presenta a noi come un'opinione non richiesta su internet per "affermare, celebrare e difendere" (da chi non si sa) "la famiglia naturale" qualunque cosa essa voglia significare, dato che, in natura
A- gli animali prevalentemente figliano con perfetti sconosciuti con cui non hanno condiviso neanche un conto al ristorante
B- solo pochi animali, come il castoro e il pinguino degli Antipodi, restano insieme per la vita;
C- fino a prova contraria, noi non discendiamo dai pinguini ma dalle scimmie e,
D- nel mondo animale è presente (e non come devianza) l'omosessualità, l'ermafroditismo (basta guardare i pesci rossi che scommetto molti di questi aulici promulgatori del concetto di normalità hanno regalato ai loro pargoli) e più modi diversi di accoppiarsi. Come a dire che per la natura, il mondo è bello perché è vario.
Ad aggiungere controsenso all'ambiguità, la famiglia "naturale" è tale, secondo i relatori di questo congresso, perché "unita nel matrimonio". Adesso, qualcuno del convegno, per favore, mi trovi una gallina ed un pollo che, prima di deporre l'uovo, abbiano convolato a nozze davanti allo sguardo di genitori commossi e dell'immancabile zio ubriacone. Già da queste premesse si può facilmente intuire come le ideologie portanti del convegno si tengano insieme con lo sputo (un virile sputo eterosessuale, ovviamente) ma se ciò non bastasse, possiamo tornare indietro fino alle origini dell'evento, partorito dalla mente di Allan C. Carlson, storico ed ex funzionario del governo Reagan, che se lo inventò per contrastare il calo demografico nelle società occidentali imputato alla rivoluzione sessuale e al femminismo. Un concetto che sembra avere una inquietante affinità di forma con un assioma del Pastafarianesimo, secondo cui l'aumento dei fenomeni del cambiamento climatico sono correlati alla riduzione del numero dei pirati nel globo. La differenza tra i due concetti però, e qui sta la mia inquietudine, è che il secondo è volutamente provocatorio e goliardico, mentre il primo si avvale della serietà profetica di Matusalemme e della prepotenza dello sfollagente sul cranio del manifestante.
E se anche questo non fosse sufficiente, si può sempre snocciolare una serie di affermazioni di inconfutabile valenza scientifica (a scanso di equivoci: sarcasm ON) promulgate da alcuni degli esponenti del convegno di quest'anno, che sostengono ad esempio come il sesso anale sia collegabile ai rituali satanisti oppure che la lotta contro la violenza sulle donne sia distruttivo per la famiglia tradizionale, dandoci quindi, oltre ad una visione evidentemente galileiana di queste affermazioni, anche uno spaccato sociologico del tutto nuovo, che vede la stretta correlazione tra tradizione e botte da orbi. Cose che le mamme del passato, con il battipanni, il mattarello, la ciabatta e la più moderna cucchiarella di legno sempre a portata di mano, avevano capito perfettamente e tramandato a noi figli. Scemi noi che non l'avevamo capito. Ovviamente non mancano mai gli evergreen di turno, più longevi dei dischi in vinile e dei risvoltini nei pantaloni che non vogliono proprio saperne di sparire, ovvero l'associazione tra aborto e omicidio e tra omosessualità e pedofilia, anche questi corroborati da studi scientifici probabilmente condotti da Joseph Gall in persona, inventore della Supercazzola Suprema del 1800, ovvero la frenologia, ma dalla pericolosità dell'eugenetica, che ricordiamo è stata molto apprezzata da un certo omino isterico con i baffi a spazzola (e no, non sto parlando di Charlie Chaplin). E non voglio neanche entrare in quella trita e ritrita questione della "teoria del Gender", di cui ovviamente il WCF si fa portavoce, e che si basa su una campagna di disinformazione di proporzioni paragonabili alle teorie che affermano che i bambini nascano sotto i cavoli, che quando si ha il ciclo non lievitino i dolci e che la Luna sia fatta di formaggio.
Date tutte queste premesse, resta e si rafforza una domanda: chi ha deciso che queste persone fossero meglio di altre per poter parlare di diritti civili, di famiglia e di genere? Chi ha deciso che loro fossero le più indicate per dire cosa formi un nucleo familiare? Sono forse il CAF, che decide chi dobbiamo includere nell'ISEE? Chi ha deciso che avessero un'autorità maggiore di altri per prendersi il diritto di giudicare ciò che per antonomasia è ingiudicabile e decidere cosa sia normale, naturale e giusto? Non vedo, tra i relatori di questo convegno, psicologi, antropologi, sociologi e tantomeno, visto che tirano in ballo questo benedetto concetto del "naturale", qualche biologo o naturalista. Quello che vedo sono un mucchio di politicanti, tutti appartenenti all'estrema destra di stampo religioso, scrittori, presidenti di associazioni pro life, duchi e principesse (davvero), calciatori, una manciata di psichiatri, e preti. Nessuno di loro (a parte forse gli psichiatri) ha competenze tecniche per poter parlare di questo argomento, se non una nebulosa dottrina morale che sembra emergere da cassetti polverosi, teorie antidiluviane o da una macchina del tempo.
Perciò mi rivolgo direttamente a voi, relatori del WCF. Dato che vi vedo smarriti nei fiumi dell'incenso oscurantista, voglio aiutarvi ad uscire dai secoli bui in cui siete accartocciati, con un pratico bigino di ovvietà che dovete tenere sempre con voi, vicino al cuore, e che vi aiuterà a chiarirvi le idee.
1. Non è il genere a definire chi sia giusto amare, ma la CONSENSUALITA'. Tutto il resto è stupro, stalking, molestie, mobbing, pedofilia e zoofilia.
2. La famiglia non si basa sull'eterosessualità della coppia e sul matrimonio ecclesiastico, ma sul RISPETTO RECIPROCO. Quindi può essere formata da maschi, femmine, gatti, cani, girbilli, pappagallini, tartarughe, amici e zii acquisiti. Potete depennare dalla lista tutti i nuclei in cui si esercita e si subisce violenza. E, se ve lo steste chiedendo, sì, anche quello in cui il marito tira qualche sberla alla moglie perché la cena non era pronta alle otto in punto.
3. Le donne non hanno come passatempo preferito l'aborto. Non scelgono se fare la lezione di yoga o fare un raschiamento dal ginecologo. Quindi è inutile che gli piazzate fuori dalle cliniche stuoli di antiabortisti con le Bibbie in mano. Vi assicuro che la loro sarà sempre (e vi prego tatuatevelo sulla fronte), SEMPRE una scelta sofferta con cui convivranno per tutta la vita.
4. Non esiste il complotto sul Gender. Quella si chiama INFORMAZIONE. Se siete dei negazionisti, quello è un problema vostro e del vostro psicologo, non dell'umanità tutta.
5. L'LGBT NON E' UNA RELIGIONE, quindi non ci sono conversioni, integralismi, rituali, dogmi da seguire né iniziazioni orgiastiche, nel caso vi fosse venuto in mente. Ci sono solo persone che non vogliono essere discriminate o "tollerate" per ciò che sono. Vogliono solo essere trattate come persone.
6. Questo c'entra relativamente: vorrei ricordare all'ala africana e femminile dei relatori che i vostri colleghi sono gli stessi che, in altri tempi e in altri luoghi, sarebbero stati sostenitori della teoria della razza e della inferiorità intellettuale della donna.
Ma dato che so già che nel migliore dei casi ignorerete i miei bigini e, nel peggiore, lo butterete nel fuoco purificatore spegnendone poi le braci con l'acqua santa, ho una proposta per il convegno dell'anno prossimo: invitate come ospiti un terrapiattista, una curandera sudamericana, Vanna Marchi, un bimbo di 5 anni che ha iniziato a farsi le sue teorie sul mondo e un esponente di Scientology (che, come religione, ha la stessa solidità ideologica di questo convegno). Sono sicura che sarà un successo.
Duille
domenica 24 settembre 2017
Lettera ad autori di discutibili scelte letterarie
Caro ideatore dello spot a sostegno della lettura,
sì, proprio tu, che hai deciso di ricreare una scena da incontro romantico tra una lettrice e quello che suppongo essere un pirata, ambientata in una caffetteria e sulle note di Cime Tempestose. Questa non è una lettera di complimenti, ma una richiesta di spiegazioni per quello che reputo essere, nel migliore dei casi, un fraintendimento del romanzo e, nel peggiore, la prova schiacciante che tu, il libro, non l'hai mai neanche aperto. Forse giusto una sbirciatina, ma è più probabile che tu abbia cercato qualche citazione su Wikiquote o sul Tumblr di un'adolescente con l'animo tormentato.
La mia domanda è la seguente: perché Cime Tempestose? Perché optare per il romanzo della Bronte se la tua idea era quella di ricreare la magia di un colpo di fulmine? Eri sotto effetto di acidi forti? Hai letto il bignami scritto da Topo Gigio? Sei incappato in una fan fiction sui due protagonisti e hai pensato che fosse uno stralcio della storia originale? Perché, diamine, c'erano migliaia di testi che hanno ampiamente e divinamente affrontato l'argomento, basta chiedere a qualunque quaderno nascosto nel cassetto di un lettore a caso. C'era Jane Austen, c'era Dante e Shakespeare (ma non quello di Otello o Amleto eh? Ho capito che hai gusti strani, tu!), c'era pure l'altra sorella, Charlotte, se proprio volevi restare in famiglia, ma no, tu hai scelto Emily e la storia d'amore più tormentata della letteratura, o almeno tra le prime 10. Che razza di scelta è? Tra centinaia di testi, hai scelto la storia di una coppia che, tra l'altro, non sarà mai tale, in cui la protagonista femminile muore dopo duecento pagine ed in cui il protagonista maschile sarà assorbito per l'intera narrazione da una vendetta sadica nei confronti della progenie di tutti i suoi nemici, compresa la figlia della sua amatissima. Davvero, ottima scelta! Perché non hai pensato di inserire anche, che ne so, Tess dei D'Urbervilles, che veniva praticamente violentata dal suo amato? Se devi proprio fare scelte letterarie discutibili, tanto vale spararla grossa, non credi? E per la cronaca, non sto mettendo in discussione la scelta del romanzo, che è bellissimo, ma il contesto in cui è stato incastrato a forza. E' l'ambientazione che hai scelto, infatti, che mi fa dubitare A- della tua reale conoscenza della materia o B- dei tuoi gusti in fatto di amore. Diciamocelo, la passione tra Catherine e Heathcliff è più adatta ad una puntata di "Amore criminale" che non ad una serata sospirosa davanti allo schermo guardando Io prima di Te! Quello rappresentato dalla Bronte è un amore egoista, logorante, che consuma anima e corpo e che alla fine uccide. E' l'amore morboso che ti si attacca addosso come un tarlo per non lasciarti mai più. Roba che, al confronto, la relazione sfigata di Angel e Buffy era una favola della Disney! E questa è solo la superficie di una storia fatta di scelte sbagliate ed in cui l'egoismo detta legge più dell'amore. Cime Tempestose parla di dannazione, di orgoglio inscalfibile, di tormenti autoinflitti, non dell'amore passionale, generoso e pacificatore che tutti vorremmo vivere e che ci porta a rosicare pesantemente davanti alle coppiette innamorate viste per strada.
Tu vorresti dirmi che, alla luce di questa notizia, non provi neanche un po' di senso di colpa per quella poveraccia seduta sul divano a cui hai appioppato quell'incubo romantico? Perché io, personalmente, ho avuto un moto di pena per lei mentre guardavo il filmato. Quando poi ha avuto l'incontro con il giovane pirata, mi sono ritrovata in piedi ad urlare allo schermo "Fuggite, sciocchi!" scomodando ancora una volta Gandalf. Avrei addirittura fatto volentieri irruzione nella caffetteria impugnando un battipanni per far disperdere i due poveri malcapitati come fossero stati dei piccioni. Salvati in corner da un destino di tormenti e vendette intergenerazionali, e tutto a causa della crudele ignoranza di uno sceneggiatore/regista/non so che ruolo tu ricopra! A meno che, certo, non fosse tutto premeditato. Forse sei un misogino che desidera che tutte le donne finiscano come Catherine Earnshaw e prole. No, saresti troppo banale, è più probabile che tu sia una persona più democratica nel diffondere il tuo astio e, semplicemente, detesti i giovani nel loro insieme, soprattutto quelli che perdono tempo a leggere al bar invece di spaccarsi la schiena per guadagnare la loro pagnotta. Uno di quei cliché viventi che ammorbano tutti sostenendo che ai loro tempi le cose erano migliori. Certo, potresti anche essere un complottista che, invece di promuovere la lettura, la vuole disincentivare presentando un contenuto fuorviante di un libro, così da produrre una cocente delusione in qualsiasi ragazzina che si avvicinerà alla lettura di questo classico sperando di ritrovarvici l'amore romantico delle varie Bella ed Edward, oltre naturalmente a produrre una subitanea avversione da parte dell'intero genere maschile, minacciato di devirilizzazione se solo sfiorerà il tomo maledetto (si sa che i maschietti sono un po' sensibili sull'argomento). In quel caso saresti un genio del male capace di prendere due piccioni con una fava in nome dell'analfabetismo. Quasi ammirevole. Ma potresti anche essere in perfetta buona fede e aver scelto questa storia maledetta per seguire il trend sintomatico degli ultimi anni che vuole storie d'amore alla E. L. James, con uomini cavernicoli tirati a lucido e donne a cui sembra abbiano disossato il cervello con un cucchiaio da gelataio. Forse speri che, avvicinando i lettori a storie tormentate come questa, salverai almeno lo stile e la grammatica, se non le menti di chi lo legge. Un piccolo supereroe letterario, insomma. Qual è la verità? Cosa ti ha spinto a fare questa scelta? Vendetta contro il genere umano come Megamind? Odio nei confronti dei libri, come Gaston? Sindrome della crocerossina? Patologia? Ignoranza? Io, se posso, preferisco immaginare che, alla base di questa tua strana scelta letteraria, ci sia stata una considerazione troppo letterale del concetto di Romanticismo con la complicità di una googlata notturna dell'ultimo secondo, in cui hai pescato il primo testo classico spuntato fuori digitando la voce "libro romantico". In quel caso, galeotto fu il web e chi lo usò con leggerezza.
Duille
domenica 21 agosto 2016
Lettera ai creatori di orrori
Cari sceneggiatori, produttori e registi di film horror,
vorrei farvi una domanda: siete consapevoli del potere che avete tra le vostre mani? Sicuramente sapete che uno solo dei vostri prodotti può condizionare l'immaginario collettivo di intere generazioni, lo avete toccato con mano con serie come Nightmare o The Ring, ma sapete perché riuscite ad avere un tale impatto? Perché siete un genere di intrattenimento, come una panna cotta dopo una bella mangiata per intenderci, un genere che attira soprattutto un pubblico adolescente.
Sì, proprio loro, quei ragazzetti brufolosi e dalla risata da iena che affollano le sale cinematografiche e che lasciano così tanti popcorn sul pavimento da dare l'impressione che ci abbiano sguazzato, dentro il contenitore. Proprio loro che, tra l'altro, saranno gli adulti di domani. Tra loro potrebbe esserci il prossimo presidente del consiglio o il futuro capo della polizia, ma anche l'insegnante di vostro nipote. Iniziate a capire di che genere di potere parlo? Il potere di influenzare divertendo, di essere il vecchietto sulla panchina che lancia briciole di pane ai piccioni nella speranza che qualcuno di loro diventi una versione aviaria di Ratatouille. Adesso, molti di voi questo potere l'hanno capito in pieno e lo hanno sfruttato egregiamente (parlo anche di te Scott Derrickson), ma invece voi altri che non avete voglia di assumervi questa responsabilità e che continuate semplicemente ad ingrassare i piccioni, potreste almeno limitarvi a fare intrattenimento e non farla così olimpionicamente fuori dal vaso andando a mettere le mani in cose che non vi competono e che, soprattutto, sembra non conosciate affatto? E se proprio volete colorare fuori dai margini, potreste almeno documentarvi per bene? Potete accendere per un secondo l'intero sistema neurale e ragionare sulle cose prima di scriverle e/o approvarle?
No, perché io sono davvero stufa di assistere a questo abuso dei disturbi psichici, sono stufa di vederli associati a gente che fa patti con il diavolo, che si improvvisa strega o che nel tempo libero smembra ignari viandanti senza motivo. Ragazzi, il manuale di psichiatria non è un bestiario di animali fantastici da cui attingere per ispirarsi. Qui si parla di disturbi veri, che consumano fazzoletti, aprono voragini di dolore e che frantumano le speranze peggio di un video di Miley Cyrus! Non capisco se il vostro sia un problema di onnipotenza, di egoismo o di superficialità. Prendiamo un esempio a caso: quello scempio di Friend Request uscito pochi mesi fa. E parliamo direttamente con te, sceneggiatore di quel film. Cosa cavolo ti sei fumato quando hai deciso che appioppare la tricotillomania all'antagonista del film fosse una buona idea? Credevi che vedere una tizia che si strappava compulsivamente i capelli avrebbe reso il personaggio più inquietante? Credevi che la gente si sarebbe spaventata di più? Bravo, missione compiuta! Ma mentre ti facevi orgogliosamente pat-pat sulla spalla, hai pensato che forse, e dico forse, esistono persone che soffrono realmente di questo disturbo? Mentre ti regalavi una ciambella-premio per la tua "genialità", hai pensato che queste persone vivono già in una società in cui tutto ciò che non si capisce deve essere demolito/allontanato/denigrato? Era davvero necessario che tu mettessi altra benzina sul fuoco? E mentre mosso da questo moto di ispirazione, scrivevi della povera Marina che si strappava i capelli davanti al computer, hai pensato di leggere, anche solo di sfuggita, se non il DSM-V, almeno la pagina di Wikipedia? Perché, nel caso tu non lo sapessi, la tricotillomania è un disturbo OSSESSIVO-COMPULSIVO.
Sai cos'è un disturbo compulsivo? La sensazione di dover fare una determinata cosa per placare uno stato di ansia delle proporzioni di uno tsunami di marshmallow fuso. E' un obbligo. Non c'è scelta. Pena la morte per ustione. E' una costrizione a cui non si può sfuggire, che non si può nascondere, che condiziona la vita e che espone continuamente allo sguardo delle altre persone. Uno sguardo che, tra l'altro, difficilmente è comprensivo. E poi, aggiungiamo danno al danno: hai scelto un disturbo che colpisce soprattutto bambini e adolescenti? Ma bravo! Questo sì che ti rende un eroe! Qualcuno dica alla Marvel di inserirlo subito nel team degli Avengers! Ma a cosa pensavi? Perché non mi dire che credevi davvero che le persone affette da questo disturbo avrebbero gradito la tua improvvisata! Credevi forse che si sarebbero sentite importanti perché nominati nel tuo film? E soprattutto, sei così ingenuo da credere che la gente che invece non ha questo disturbo si sarebbe intenerita o avrebbe sfruttato il film per riflettere su questa patologia? O forse, non so, dico per dire, avrebbe fatto la più evidente e indotta associazione "tizia che si strappa i capelli = pazza furiosa da internare e buttare la chiave"? Perché ricordiamolo, hai descritto Marina come una squilibrata aspirante strega che, dopo essere stata rifiutata dalla protagonista appena conosciuta, ha pensato bene di suicidarsi davanti ad uno specchio nero per poi, da morta, indurre al suicidio tutti i suoi amici. Ma a questo punto, perché fermarci qui? Perché non fare un film in cui i malvagi aiutanti di Satana sono nani, focomelici o gemelli siamesi? Ah, no, scusa, quelli erano i freak shows! Ed è immorale e di pessimo gusto proporre un horror popolato da persone normali la cui unica colpa, se tale la vogliamo chiamare, è quella di essere portatrice di alterazioni genetiche, giusto? Potrebbe far venire strane idee razziste alla gente, vero? Va beh, ma chi ha bisogno di persone con patologie fisiche se abbiamo questo campionario umano di disagiati mentali da infilare in modo pretestuoso in film d'intrattenimento? E allora spazio alla sindrome di Tourette, alla coprolalia, alla psicosi, alla sindrome di Fregoli e a quella di Cotard e non dimentichiamoci l'autolesionismo, che fa sempre scena! E poi l'anoressia nervosa, la schizofrenia e perché no, anche l'autismo!
Guarda, se vuoi ti do il permesso di metterci anche l'ansia sociale! In fondo la nostra è una vita che va già così alla grande, avremmo giusto bisogno dei nostri quindici minuti di notorietà. Sai, per brillare! Quindi, fammi un favore, se non sai gestire tematiche di tale portata, come invece altri tuoi colleghi sanno fare, rinuncia, rinuncia e focalizzati sulle bestie demoniache, fai qualcosa di tradizionale, come The Conjuring, resta nel classico che fa sempre la sua porca figura e non fa danni, se non qualche notte insonne. Basta con questa leggerezza nell'inserire situazioni di dolore psichico come pretesti fini a se stessi per fare drizzare i peli delle braccia, basta con questa superficialità da ragazzini delle medie che non fanno altro che inacidire stupidi pregiudizi sociali! Un po' di coscienza, santo cielo! O almeno, un po' di logica! Che senso potrà mai avere, infatti, associare un disturbo mentale ad una realtà che è così irrealistica da essere definita PARAnormale e SOPRAnnaturale? Non solo si ridicolizza la patologia mentale, la si appiattisce e la si da' in pasto alla pubblica gogna, ma la si associa a situazioni scientificamente inspiegabili come fantasmi, oggetti che volano, presenze demoniache e possessioni! La si rende doppiamente pericolosa perché non solo è folle, non solo danneggia l'altro, ma viene presentata come una cosa di cui avere paura perché incontrollabile e inconoscibile, esattamente l'opposto di ciò che si dovrebbe fare! Si alimenta la sensazione di non sapere e si favorisce la regressione allo stesso pensiero medievale che ha prodotto fenomeni come l'apartheid, il razzismo e, appunto i freak shows! Quindi per favore, tu e tutti quelli che come te vogliono fare soldi, li facciano pure, ma non a discapito di chi davvero soffre. A meno che, certo, tu non voglia davvero entrare a far parte di quel campionario di mostri che popolano i film dell'orrore. Chissà, magari ne verrebbe fuori un bel lungometraggio.
Cordiali saluti,
Duille
Iscriviti a:
Post
(Atom)
Here I am!
- Duille
- Eccomi! Sono una scrittrice in erba, divoratrice di libri, sognatrice professionista e ansiosa sociale multicorazzata. Ho la fissa dei ricordi, la testa fin troppo tra le nuvole, interessi disordinati, un amore impossibile per gli alberi e una passione al limite del ridicolo per le serie tv. Ah, e le presentazioni non sono proprio il mio forte. Si vede?
Visite
Powered by Blogger.
I miei post
ansia sociale
(69)
floating thoughts
(65)
il baule in soffitta
(36)
il cucchiaio di Minù
(26)
opinioni non richieste sulle cose
(18)
racconto
(5)
telefilm addicted
(22)
Cerca nel blog
Lettori fissi
Archivio blog
- aprile (1)
- marzo (1)
- dicembre (1)
- novembre (1)
- ottobre (1)
- settembre (4)
- luglio (1)
- giugno (2)
- maggio (1)
- aprile (1)
- marzo (4)
- febbraio (1)
- gennaio (3)
- novembre (2)
- ottobre (2)
- settembre (3)
- luglio (3)
- giugno (1)
- maggio (3)
- aprile (3)
- marzo (3)
- febbraio (3)
- gennaio (4)
- dicembre (3)
- novembre (3)
- ottobre (4)
- settembre (4)
- agosto (4)
- luglio (4)
- giugno (3)
- maggio (5)
- aprile (3)
- marzo (3)
- febbraio (4)
- gennaio (4)
- dicembre (3)
- novembre (4)
- ottobre (4)
- settembre (4)
- agosto (3)
- luglio (5)
- giugno (3)
- maggio (5)
- aprile (4)
- marzo (2)
- febbraio (2)
- gennaio (4)
- dicembre (3)
- novembre (3)
- ottobre (5)
- settembre (3)
- agosto (4)
- luglio (2)
- giugno (4)
- maggio (4)
- aprile (4)
- marzo (4)
- febbraio (4)
- gennaio (5)
- dicembre (4)
- novembre (5)
- ottobre (4)
- settembre (3)
- agosto (3)
- luglio (4)
- giugno (4)
- maggio (4)
- aprile (4)
- marzo (5)
- febbraio (3)










