venerdì 28 marzo 2014

Basta una zolletta di zucchero!


ATTENZIONE!
Il seguente post contiene altissimi livelli di zucchero, 
che potrebbero urtare la sensibilità dei cinici, disillusi e dei nauseati dalla vita e dai film romantici. 
Continuate a leggere a vostro rischio e pericolo, 
perché oggi sono una bomba di cuoricini e marshmallows! ^_^


Ti ho scritto tantissime cose nel corso della nostra pluriennale amicizia. Ti ho scritto cose così stucchevoli che avrebbero provocato la carie anche a Willy Wonka, cose così stupide che, rileggendole, mi sono quasi vergognata, e cose che venivano direttamente dal cuore, perchè so che tu le gestisci con un'eleganza e una disinvoltura che non tutti posseggono. Ti ho ampiamente ribadito quanto ti voglio bene, quanto mi hai aiutata a guardarmi in modo nuovo, quanto sei forte e coraggiosa. Ti ho ringraziata per essere la splendida creatura che sei, per essere l'essere umano che ho scelto di seguire, sempre e comunque. Ti ho scritto che sei una galla, che sei una Dori, che sei la mia tisana con il senso dell'umorismo. Cos'altro potrei aggiungere? Eppure, più passa il tempo e più mi rendo conto che tutto questo non basta a spiegare quanto io ti voglia bene, quanto ti debba ringraziare per essere entrata nella mia vita e avermela stravolta. Quanto sei stata preziosa per me, quanto tu mi abbia fatta crescere e diventare una persona migliore. Non saranno sufficienti le parole per spiegare quanto tu mi abbia insegnato in ogni momento di debolezza, in ogni smemorataggine e in ogni tua adorabile gaffe. Sei addirittura riuscita a farmi dire "Tesoro" e "adorabile" più di quanto non avrei voluto! Ed in questo momento speciale, la tua laurea, un traguardo così importante e sofferto, mi accorgo di essere ufficialmente a corto di idee. Come farti le congratulazioni senza finire nel banale "Brava, ce l'hai fatta" o senza ridire quanto già detto in passato? Ma soprattutto, come fare a trasportare le emozioni che provo, quanto io sia orgogliosa di te, di come tu abbia lottato per ciò che desideravi e di come tu abbia trionfato? 
Così, pensando e ripensando, ho deciso di fare il gioco del "se fossi", che ci è capitato tante volte di fare.


Se tu fossi un fiore, 
saresti una lavanda, un fiore bello ma inconsapevole di esserlo, un fiore che non se la tira, insomma.  
Se fossi un colore, 
saresti il viola, che non teme il pregiudizio, ma che si fa tendenza solo esistendo. 
Se fossi un animale,
saresti un fringuello, che trilla allegro dall'altro lato della mia cornetta, illuminandomi sempre come una lucciola in una lanterna.
Se fossi un oggetto,
saresti lo specchio delle parti migliori di me.
Se fossi un organo, 
saresti pelle, che non teme il tocco dei cuori ustionati.
Se fossi un'emozione 
saresti la fiducia, fiducia che sai dare e suscitare, come una piuma che accarezza lentamente le guance degli amici.
Se fossi libro,
saresti il Signor Malaussene, poesia ironica e famiglia in un ricciolo di lettere. 
Se fossi film, 
saresti Amelie, persa in un mondo raggiungibile solo prendendomi per mano.  
Se fossi amica, 
vorrei che fossi come oggi la mia amica, la mia perfetta compare di risate, la mia guida nella tempesta dell'esistenza, il mio Piccolo dagli occhiali rosa, che vede fate trasformare tizi in fiore.  
Se fossi una persona, 
saresti tu, qualunque cosa accada. Con tutte le tue splendide contraddizioni, i bacetti perugina regalati di sorpresa, i sorrisi di gioia e le lacrime di disperazione. Saresti tu, che ti affacci al mondo con il cuore aperto e la voglia di donare tutto di te, a costo di scottarti, a costo di buttarti e sbattere al suolo. Saresti tu, e nient'altro è altrettanto meraviglioso come vederti sbocciare ogni giorno. 

Ti voglio bene amica, 
e te ne vorrò sempre! 

Duille



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