sabato 18 aprile 2015

La più grande rivoluzione della vita.

Quando ero piccola non capivo tante cose. Non capivo perché il cielo fosse blu, né perché le farfalle morissero se le toccavo. Non capivo perché i conigli avessero paura di me e di certo non capivo tutte quelle difficili cose da grandi che mi circondavano. A scuola non capivo bene perché dovessi riempire tutte quelle pagine di bastoncini del gelato, e poi di pancette, righette storte e circolini sopra quei paletti. Credo che a nessuno di noi sia mai stato raccontato che grande, incredibile rivoluzione stessimo facendo mentre riempivamo quelle pagine di stanghette e cerchietti. 
Mi piacerebbe tornare indietro nel tempo ed incontrare la piccola Duille, intenta a faticare su tutte quelle aste e letterine difficili da tenere insieme sullo stesso rigo. Mi piegherei alla sua altezza, la guarderei negli occhi e le direi: "Duille, tu non sai che incredibile avventura ti aspetta in compagnia di tutte quelle righe che adesso fatichi a trattenere sulla pagina. I più bei viaggi della tua vita li farai con loro, i più meravigliosi mondi li vedrai grazie a loro e gli amori più profondi li avrai per manciate di segni su quelle pagine che adesso riempi di righe. Piangerai le più struggenti lacrime su quelle parole e leggendo quelle strane coreografie di righe, ti si gonfierà il cuore della più travolgente passione e della più pura indignazione. Quella che stai facendo, bimba mia, è la rivoluzione della tua vita, la più grande rivoluzione, la rivoluzione massima. Dopo questo momento, nulla sarà più come prima." Forse non avrei capito niente neanche allora, probabilmente avrei pensato di star parlando con una pazza e quasi certamente sarei scappata dalla mamma perché "non si parla con gli sconosciuti", e io sono sempre stata un bimba che dava retta alla sua mamma! Però sarebbe stata comunque una grande verità. Imparare a leggere in effetti è la più grande rivoluzione della nostra vita, quella che cambia il modo di vedere il mondo, che plasma le nostre fantasie e ci insegna che per volare non si deve per forza avere le ali. Da quando ho imparato questa arte, non sono più riuscita a smettere di accumulare storie, riempire scaffali di libri fino a scoppiare, al punto da non sapere più dove ficcarli. Mi sono lasciata ispirare dalle vite raccontate in quelle pagine ed ho viaggiato in luoghi che non sapevo neanche esistessero e che mai esisteranno sulla nostra terra. Ogni libro è un passaggio dimensionale per un'altra realtà, come se avessimo a portata di mano uno stargate portatile o una certa cabina della polizia blu elettrico in tasca. 
I libri sono teletrasporti, sono formule magiche che ci fanno uscire dal nostro corpo, sono Peter Pan che ci guidano verso l'isola che non c'è. Ogni copertina è una porta che, una volta aperta, ci trascina in un turbinio di eventi che, pur non avendo nulla a che fare con noi, ci parla in un linguaggio che colpisce nel segno. Viviamo quelle vite come fantasmi o angeli custodi, al bordo delle strade che percorrono, dialoghiamo con le anime che incontriamo, creiamo legami e amicizie con i personaggi e di tanto in tanto torniamo a trovarli per ricordare il passato che abbiamo condiviso. Dicono che un libro sia un buon amico, ma io credo che sia molto di più di questo. I libri sono mondi, sono porte dimensionali, sono tappeti magici, sono soffitte calde e piene di cuscini in cui rifugiarsi, sono la nostra casetta sull'albero o la tenda indiana fatta con lenzuola vecchie e un tavolo. Sono saggi a cui chiedere consiglio, sono fazzoletti che asciugano le lacrime quando si soffre, sono abbracci caldi quando ci si sente soli. Sono coperte contro il freddo, sono amici che distraggono quando si è agitati, sono il beccuccio di sfiato della teiera del nostro cuore quando questa è ormai arrivata al bollore. Leggere cambia la vita, arricchisce di esistenze e di ricordi, e fa sì che ogni passo che calchiamo sulla terra sia anche il passo di tutte le Jane Eyre, Benjamin Malausséne, Harry Potter, Jo March, Frodo Baggins, Elizabeth Bennet, Winston Smith che abbiamo incontrato nella nostra strada. Siamo una vita composta di mille altre vite che si sono fuse in noi, regalandoci un pezzetto di loro a nostra scelta, quei frammenti che ci calzano meglio, che si incastrano alla perfezione nel nostro mosaico di colori. Diventiamo poliedrici, stanze affollate di persone, arche di Noè stracolme di voci, mischie uniche di storie che ci hanno toccato e ispirato. Siamo reduci di battaglie che ci hanno lasciato cicatrici profonde, siamo bocche allargate dalle risate sulla riva di un prato, siamo ribelli che hanno lottato contro il male del mondo, siamo adolescenti che hanno scoperto il primo amore almeno un milione di volte. Siamo questo e molto altro, nascosto nelle pieghe intorno agli angoli delle labbra, nelle rughe che partono a raggio dalla coda degli occhi, nelle onde di rabbia sulla fronte. 

Leggere un libro è come fare un viaggio fuori e dentro di sé, ci fa uscire da noi ed essere altro per un momento, ma ci tuffa anche nel mare del nostro essere, lì, proprio al centro del corpo, nella pancia, per farci sentire tutto. Ogni storia letta ci rende più consapevoli di noi stessi, ci fa conoscere l'intera gamma delle emozioni, ogni volta con una leggera sfumatura nuova, fino a diventare oceani di tempere a cui ogni tanto si aggiunge una nuova cascata. Ma i libri sono anche creature che sfidano, che ci mettono alla prova. I libri testano la nostra resistenza, la nostra tenuta, ci chiedono di spingere sempre più in là i nostri limiti, ci chiedono di non avere paura di emozionarci e di sentire. Ci sfidano a piangere tutte le nostre lacrime, a ridere fino a farci venire male allo stomaco, ad innamorarci e lasciarci spezzare il cuore in milioni di pezzi, ci chiedono di affrontare il lutto una volta raggiunta l'ultima pagina. Ci domandano di fidarci di loro. Quando siamo fermi davanti ad uno scaffale ricolmo di libri, stiamo ascoltando il loro vociare, ci lasciamo chiamare, e quando allunghiamo la mano verso uno di loro, lo facciamo affidandoci, pur sapendo che non sarà un incontro piatto e sereno, ma un legame burrascoso, come un viaggio su un peschereccio in balìa delle onde, che ci lascerà cambiati, ma di cui non potremo più fare a meno. Non è una droga, ma una sete di conoscenza e di crescita che non si estinguerà mai. Leggere ci insegnerà a fantasticare con i sensi, ci farà immaginare non solo con la vista, ma con il tatto, l'udito, il gusto. Ci farà sentire i profumi dei fiori di ciliegio e il tanfo dei cadaveri, ci farà cogliere l'odore della paura e la rabbia travolgente. Ci farà venire la pelle d'oca quando le mani si sfioreranno, ci farà sentire le lacrime che scorrono sulle guance. Alcuni di loro passeranno semplicemente sotto i nostri occhi e li dimenticheremo in fretta, altri invece saranno le nostre anime gemelle per tutta la vita, i nostri migliori amici, lo scrigno dei nostri segreti, saranno loro che chiameremo casa.  Anche noi però doniamo qualcosa a loro, coccolandoli con le dita, annusandone le pagine, sentendo l'odore del passato sulla carta e il leggero odore di colla che li pervade, custodendoli e proteggendoli dalle intemperie. E' un dare e ricevere. Un fidarsi ed affidarsi reciproco. Un legame che dura un'intera vita. 
Così, se qualcuno mai mi chiederà perché si dovrebbe leggere, potrei dire solo una cosa: perché leggere significa vivere a colori.
Duille




2 commenti:

  1. cavolo Duille, è bellissimoooo !!! dovrebbero farlo studiare nelle scuole, inserirlo nei sussidiari come prefazione, dovrebbero stamparlo e appenderlo sulle porte delle librerie e delle biblioteche. Hai detto magistralmente, quello che tanti lettori provano ma non hanno parole giuste per dire. Hai sviscerato l'anima del lettore , dirti bravissima è poco. Sono senza parole , davvero , senza parole ma ricca di emozioni . Grazie una volta i più per everci regalato un pezzetto del tuo sentire . <3 <3 Anto

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  2. Ooooooh! Ma tu mi fai sempre venire gli occhi a cuore!!! <3 <3 <3 <3 Ma che tenera che sei! Grazie, grazie davvero tanto! Sono felice di lasciare qualcosa a chi mi legge, anche se ormai tu sei di parte! ;)

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