sabato 4 aprile 2015

Tra il saluto di una foglia e la nascita di un fungo: Vento d'autunno

I libri hanno un grande dono, quello di farci vedere il mondo sotto una luce diversa, filtrata dal caleidoscopio di parole che quelle pagine hanno scelto per noi. Talvolta ci mostrano realtà che non conoscevamo, oppure semplicemente un lato della vita che avevamo ignorato finora. Ci parlano del bene, del male e delle sfumature che vi stanno in mezzo, ci raccontano le storie segrete che crescono nella mente degli scrittori e ci deliziano con i suoni delle parole scelte accuratamente come i lamponi in un cesto di vimini. E qualche volta, tra tutti quei libri che affollano gli scaffali delle librerie, ne trovi uno che racconta esattamente quello che senti. E' quanto mi è accaduto leggendo Vento d'Autunno, di Antonella Turchetti.
Un volumetto esile, che non pretende niente e non si vanta di essere nulla più che se stesso: una raccolta di filastrocche tematiche che, come il suo nome, scorre sotto gli occhi proprio come una raffica di vento, trascinando dietro di sé tutto il bello dell'autunno e tutto il vero di esso. E' un pezzetto di cuore, un frammento di sguardo, un'eco di risata e un pizzico di malinconia che si mischia ai colori dell'autunno, al profumo delle castagne arrosto, ai voli delle foglie dipinte coi loro colori di festa e alle carezze birichine del vento autunnale. In quelle parole rimate ed in quei ritmi troviamo tutta la magia dell'autunno, guardata contemporaneamente con l'allegra ingenuità di un bambino, con la malinconia di una giovane scrittrice innamorata della vita e attraverso il saggio occhio di una nonna salice. Un accordo vocale che abbraccia tutte le generazioni, un coro di sentire comuni che tessono i singoli fili di questo singolare periodo dell'anno. Vento d'autunno non nega nulla di quella che è forse la stagione più complessa e sincera fra tutte, in cui convivono armoniche tutte le sfumature del cuore e tutte le emozioni che si possono provare. L'autunno le legittima tutte, le accoglie nel suo grembo come una madre affettuosa e Antonella Turchetti si fa portavoce di quella deliziosa complessità, con modestia e sensibilità. Come un bardo d'altri tempi, ci prende per mano e ci accompagna alla scoperta di questa stagione dai contorni nostalgici, sfiorandoli con delicatezza nelle sue filastrocche più intimiste, come gli Aceri o barche nel vento, per poi tuffarci nelle gioie infantili suscitate da una nebbia misteriosa o da volpi indaffarate a bere il te. Ci mostra i preparativi per i grandi riposi, ma anche le rinascite che l'autunno porta con sé. Con la delicatezza di una foglia che ondeggia nell'aria, le parole di Antonella Turchetti mostrano un mondo magico e pieno di vita, dove al posto di una natura che si assopisce lentamente troviamo una seconda primavera che sboccia sotto i nostri occhi meravigliati, fatta di funghi che scuotono i loro cappelli stropicciati, castagne vanitose e ghiande sognatrici pronte a diventare querce. Anche i momenti di grande nostalgia sono vissuti e poi stemperati da un tocco di dolcezza, da addii trasformati in arrivederci affettuosi alla prossima primavera, da vite che non finiscono ma che si trasformano sempre, in una continua evoluzione naturale che riempie di speranza. Filastrocche frizzanti come l'aria di ottobre si alternano a poesie raccolte in se stesse come un germoglio sotto un tappeto di foglie, effervescenti rime che sanno di scoperte d'infanzia lasciano il posto a pennellate malinconiche che salutano gli ultimi colori estivi, il tutto legato da una cura per i dettagli che regala piccole perle all'angolo di ogni verso. 
Ma Vento d'autunno non è solo un libro di filastrocche, ma anche una tavolozza di immagini che si dipanano lungo il volume armonizzando con le parole come se fossero state dipinte dalla stessa mano. 

I disegni di Maria Sciarnamei, vera alter ego pittorica di Antonella Turchetti, riescono a tradurre in forme, linee e colori il cuore delle filastrocche, in un connubio visivo e acustico che lascia senza fiato. Le tavole che costellano le poesie sembrano invitare ad una sosta più lunga su ogni pagina, ad indugiare ancora un attimo sulle parole appena lette, a lasciare che le immagini diano nuove suggestioni ad arricchire il già variegato bouquet di impressioni ed emozioni che il testo ha suscitato. Ciò ci rivela l'importanza del tempo in un libro come questo. Vento d'Autunno infatti, come i disegni di Maria Sciarnamei ci suggeriscono, è un volume che chiede lentezza, che va assaporato come una pietanza raffinata e complessa, così da coglierne tutti i sapori, le fragranze, gli aromi che invadono corpo e sensi e stupirsi di note inusuali che rendono il tutto perfetto. Perché questa opera è fatta di dettagli, di piccole perle preziose nascoste in ogni filastrocca e che devono essere trovate, come una innovativa caccia al tesoro in cui la mappa è stampata a fuoco nel nostro cuore e che deve guidarci fino a trovare quella frase, quella parola o quell'immagine che farà vibrare le nostre corde e illuminare lo sguardo di meraviglia. Insomma, Vento d'Autunno va ascoltato proprio come l'autunno, carpendone i segreti dietro l'apparente semplicità con cui si presenta. Come l'autunno si mostra come semplice sfioritura dell'estate, anticamera del freddo inverno, così le filastrocche e le immagini di Vento d'Autunno possono dare l'impressione di essere un libro rivolto ad un pubblico di bambini, ma così non è. Esso è molto di più, è una poesia sonora e visiva adatta a tutte le età, perché parlata con le tre età dell'uomo e rinforzata dall'espressionismo delle immagini, capaci di arrivare al cuore con un colpo d'occhio, trovando una chiave rappresentativa nuova e d'impatto.
Un libro consigliatissimo per coloro che vogliono vivere un piccolo sogno ad occhi aperti, per chi vuole ritrovarsi a sorridere suo malgrado, per tutti gli amanti dell'autunno e per tutti coloro che hanno voglia di ricredersi su questa splendida, misteriosa, segreta stagione. 
Duille

P.s. link alle pagine facebook delle due autrici:
La Filastrocchiera
I disegni di M. Sciarnamei




"Vien l'Autunno scivolando, scivolando sulla brina, noci e ghiande va mangiando, già l'inverno s'incammina" (Autunno)

2 commenti:

  1. La Bellezza è necessaria. Grazie a Sciarnamei e Turchetti.

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    1. Verissimo! La Bellezza è fondamentale, soprattutto quando è scaldata dalla coperta della passione! E queste due autrici ne hanno da vendere! ^_^

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