domenica 6 novembre 2016

Capitolo XVI: Fisica della malinconia

Nel mondo letterario esistono tanti tipi di libri difficili. Ci sono libri con trame complicate, che si accartocciano su loro stessi rendendo ogni passaggio un argomento da decifrare; altri che hanno prose elaborate o parole altisonanti, evidenti esercizi di stile che li rendono pavoni da ammirare; altri ancora che partono da argomenti complessi e che solitamente regalano tomi da 1000 pagine. E poi ci sono libri difficili perché sembrano non avere una trama. Semplicemente fluiscono sotto gli occhi, mentre ci si chiede dove vogliano andare a parare.  
Sono creature totemiche, Sibille di cui capiamo le parole ma non il messaggio, pezzi di puzzle impressionisti di cui non cogliamo il disegno generale. Cosa mi stai dicendo? Dove stiamo andando? Da dove siamo partiti? E, soprattutto, chi sei? Questa è la domanda che mi sono portata in tasca per tutta la durata della mia lettura di Fisica della Malinconia, di Georgi Gospodinov. Si tratta di un libro irraccontabile, perché apparentemente senza trama. O almeno, così sembra perché, se ci si lascia sommergere dal testo, se si accetta di essere ospite nel corpo del narratore, se ci si concede di passare dall'"Io sono" all'"Io siamo", di colpo ci si ritrova in un labirinto dai molteplici corridoi, tutti da esplorare. Le tematiche profonde in questa opera si sprecano, si confondono, si camuffano, si nascondono per poi riapparire improvvisamente, talvolta ombre annidate nel sottotesto e talvolta manifesti urlati a squarciagola, che dimostra l'incredibile padronanza del mezzo da parte di questo autore. Ma la domanda resta: cos'è Fisica della malinconia? Partiamo dall'ovvio: è un lungo monologo, un soliloquio rivolto ad un pubblico di lettori. Non è solo un atto introspettivo o un'ostentazione di bravura (che, per inciso, ha a pacchi), ma un lascito. Gospodinov ha una grande umiltà di fondo, non s'improvvisa mai altisonante dio letterario da antico testamento. E' consapevole di spiazzare il lettore con un testo ostico e determinato a farsi comprendere, perciò, mano tesa, ci accompagna lungo questo percorso verso la fine del libro, regalandoci delle "stazioni di sosta" fuori pagina in cui riprendere fiato. Luoghi in cui l'autore sveste i panni di protagonista/narratore per tornare ad essere uomo, o meglio, padre accudente. Si tratta di un atto di amore su carta, un gesto di relazione che sposta il lettore dalla posizione di pubblico a quella di soggetto partecipante. In quanto monologo, si avvicina molto anche ad un testo teatrale, che va letto ad alta voce, facendo risuonare ogni parola; sembra quasi il testo stesso a chiederlo: "leggimi, recitami, parlami". E' poi il racconto di una vita, che inizia dalla nascita e termina con la morte, tutta vissuta nell'adesso, eppure con la strana consapevolezza che quell'adesso non esista più nel momento stesso in cui lo leggiamo, creando un delizioso paradosso temporale. Man mano che procediamo nella lettura, c'è una graduale sensazione di invecchiamento, una perdita di empatia, di meraviglia e fiducia e l'acquisizione di riflessione, nostalgia, malinconia e verità. E' contemporaneamente il racconto di una vita al singolare, quella di Gospodinov, e al plurale, quella di ogni creatura che nasce, nascerà o nacque e che è morta, muore o morirà, pur non morendo mai del tutto. Questa pluralità di vite che s'intrecciano è giustificata dallo splendido artificio letterario scelto dall'autore, l'empatia patologica del narratore, che lo catapulta continuamente da un corpo all'altro, da un tempo al precedente e da un'esistenza all'altra, sia essa quella del nonno, della zingara Rosalija o di una lumaca. Il libro diventa così la storia delle vite in una vita, come a suggerire che ognuno di noi sia l'intreccio degli incontri, dei ricordi tramandati, dell'impronta di memoria di chi ci ha cresciuto, educato o solo sfiorato.
E questo introduce un'altra identità dell'opera: Fisica della malinconia è infatti anche una capsula del tempo contenente le storie di coloro che non saranno ricordati, una collezione di attimi, di oggetti, di creature, l'eternizzazione di ciò che scade e va a male, della mela che marcisce e dell'uomo che muore. E' nel dettaglio che si annida la vita, ci dice l'autore. Gospodinov colleziona quindi storie in una matrioska di contenitori dentro altri contenitori. Il primo contenitore è il suo corpo e la sua mente, in cui raccoglie come biglie le storie in cui è caduto tramite la sua empatia o che ha comprato dalla bocca di altri; il secondo contenitore è la cantina piena di vecchi scatoloni carichi di pagine, quaderni, ritagli di giornale, maschere antigas, ottusità umana e meraviglia del sublime naturale; il terzo contenitore, il più importante, è il libro in cui ha racchiuso tutte le altre scatole immaginarie, la vera arca di Noè; il quarto inevitabile contenitore, infine, siamo noi lettori che, leggendo le sue pagine, diventiamo il nuovo guardiano di quello che è, è stato e sarà. Un brulicare di vite sparse in due occhi e in migliaia di neuroni, a cui si aggiunge la nostra storia, magari raccontata attraverso il post di un blog. Fisica della malinconia quindi è un ibrido, non è un genere puro, come dice l'autore, ma un labirinto in cui scegliamo quale corridoio percorrere di volta in volta, quale storia ascoltare per poi ricominciare da capo ad ogni nuova lettura, seguendo le assonanze con il nostro sentire in quel momento della vita. Così oggi potremmo seguire il filo di Arianna che ci porta nei percorsi della vita, nelle sue domande esistenziali, nei suoi antipodi che si scoprono sovrapposti, e domani potremmo invece cercare il Minotauro, l'uomo-animale, l'archetipo dell'abbandono, dell'emarginato, di un mostro che in realtà è solo un bambino. Tra due anni potremmo svoltare l'angolo e guardare l'umanità sciocca e violenta, incapace di cambiare anche dopo la fine del mondo, confrontandola con una specie così diversa, quella animale, e magari, tra cent'anni, finire per sbaglio in un corridoio che racconta il regime, la povertà, i libri letti di nascosto e le frasi di protesta intrappolate nelle mura di casa. Nel labirinto tutto è possibile, tranne rimanervi intrappolati. Il sapiente ed amorevole filo di Gospodinov ci aiuterà sempre a trovare l'uscita.

P.s. trovate una recensione davvero bella anche sul blog If you have a garden and a library you have everything you need: link blink!
Duille





"Da dove sappiamo, ad esempio, che le api non scrivono romanzi? Abbiamo letto almeno un favo di miele?" (p.195)

8 commenti:

  1. Non sai quanto mi fa piacere sapere che ti è piaciuto!!! ^^
    Bellissimo post come sempre! ❤❤❤

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    1. Mi è piaciuto tantissimo, al punto che non riesco più a separarmene. Non sai che dolore sapere che dovrò restituire la mia copia alla biblioteca da cui l'ho preso in prestito! Ovviamente me lo comprerò e sottolineerò tutti i passaggi che ho adorato! :D Tra l'altro, ti ringrazio ancora tantissimo per averlo portato sul tuo blog, perché questa lettura mi ha illuminata dentro! :)

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    2. In effetti è una lettura illuminante che ben si presta ad ogni singolo...
      Un libro che merita di stare nella libreria di casa!

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    3. Infatti!!! E per confermare il mio eterno amore per questo autore, posso dire con fierezza di avere finalmente la mia copia a casa!!! L'ho trovata in un Libraccio, spulciando come un segugio tra pile di libri! L'ho riempito di sottolineature e di post it! :P

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  2. Inizio ad adorare molto i tuoi post, scrivi benissimo :) E' un libro difficile e spesso evito letture del genere, ma mi hai ispirato e credo che lo prenderò in considerazione :)

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    1. Grazie mille per i complimenti! In effetti Fisica della Malinconia non è un libro facilissimo, ma il vantaggio è che non ha un linguaggio difficile e, se non si cerca una trama vera e propria, scorre veramente in modo piacevole. In più, alla fine del libro, c'è una splendida piccola guida alla comprensione del testo che aiuta a decifrarlo ulteriormente. Io sono rimasta piacevolmente sorpresa e le mie aspettative sono state decisamente superate (e partivamo da aspettative alte)! Se e quando ti sentirai pronta per leggerlo, fammi sapere cosa ne pensi! :)

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  3. E' da un po' che giro intorno a questo libro. Ciò che hai scritto mi ha fatto venir voglia di prenderlo subito :)

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    1. Se ci stavi un po' ronzando intorno, corri a prenderlo. Vuol dire che è il momento giusto ed in più garantisco che è BELLISSIMO! Parola di giovane marmotta! :D

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