domenica 4 giugno 2017

Ansia sociale e procioni rabbiosi

Parlare di ansia sociale non è facile perché si deve affrontare un intero mondo popolato da creature spaventose ed astute, tutte interessate a succhiarvi come ghiaccioli al limone e più organizzate di una banda di mafiosi. Oltre al Rimugiserpe e al Pipistrello (che ha avuto il suo articolo ad honorem qui), esiste un terzo componente dell'allegra banda dei musicanti di Brema: il PROCIONE RABBIOSO.
Il procione è fondamentalmente il braccio armato del Rimugiserpe, è un hooligan eternamente frustrato ma con grande padronanza del vocabolario, che ti passa a fil di spada grazie solo alle doti dell'insulto selvaggio. Il suo obiettivo è farti sentire una nullità, convincerti che tutto quello che fai (o che non fai) sia sbagliato ma, soprattutto, che tutto quello che accade sia colpa tua. Attenzione però, perché la colpa non riguarda solo le azioni sbagliate, ma il tuo stesso modo di stare al mondo. Fondamentalmente, il procione perora la causa del Rimugiserpe sostenendo la tua erroneità strutturale. Solo, lo fa in modo più energico. Laddove infatti il Rimugiserpe è tutta ragione, che ti smonta pezzo a pezzo a colpi di logica, lasciandoti nuda come un lumacotto sull'asfalto, il Procione è pura forza bruta, che ti scuote come un banano sotto al suo tifone di improperi fino a farti cadere tutti i nervi. Laddove il Rimugiserpe è dissuasione, il Procione è punizione: punizione per aver eluso il controllo della serpe razionale, mettendo il nasino da topo fuori casa, ma anche punizione per aver ceduto al suo controllo, rinunciando a quel gesto di autodeterminazione. Della serie, "mai 'na gioia", per usare un'espressione da giovinetti. Per capire l'impatto del Procione nella vita di un ansioso sociale, urgono dei riferimenti culturali esemplificativi: il procione è paragonabile all'indigestione dolorosissima che si sviluppa quando, per gola, si mangia il proverbiale boccone di troppo, o all'insulto dei compagni quando manchi la palla durante una partita di pallavolo. E' la signorina Rottermeier e la preside Trinciabue, è un ibrido di Vernon e Petunia Dursley con in mano il nodoso bastone di Dudley. Il procione, infatti, è maestro dell'insulto violento ma strategico, poichè sa colpire tutti i tuoi punti vitali come neanche Ken Shiro riuscirebbe a fare. Gironzola con un pugno di ferro fatto di frasi velenose come la mela della Strega di Biancaneve, ed il suo hobby preferito è urlartele, sputacchiando, ad un centimetro dell'orecchio come un caporal maggiore in preda ad un attacco di nonnismo. Come dicevo, viene sguinzagliato in molteplici occasioni, per esempio, quando l'approccio persuasivo del nostro Scoraggiatore razionale non raggiunge lo scopo di farci desistere dal nostro intento "suicida", ovvero quello di partecipare al Terribile Evento (che potrebbe essere una banalissima riunione, una cena tra amici o il chiedere una semplice informazione ad un passante), oppure quando, stanchi del continuo sabotaggio della nostra mente, rinunciamo direttamente all'evento per zittire il suo sibilante discorso. 
In entrambi i casi, il Procione partirà all'attacco seppellendoci di insulti fino a sotterrarci, mettere una lapide sulla nostra tomba e un necrologio sul giornale, usando frasi mantra dal suo più classico carnet di proposte, che prevede evergreen quali: "sei una fallita", "non riuscirai mai a combinare niente nella vita", "rimarrai triste e sola per sempre" e "nessuno ti amerà mai", per poi passare ad una sequela di rimproveri adattati al contesto di riferimento. Se saremo andati al Terribile Evento, il Procione provvederà a sbobinare ogni secondo della nostra serata facendoci notare, sempre a suon di urla e di insulti, quanto siamo stati inadeguati in questa o quella situazione e quanto ci siamo resi ridicoli con i nostri goffi tentativi di conversazione, il tutto supportato, ovviamente, dall'immancabile Rimugiserpe che provvederà ad indicarci i punti più salienti delle nostre inadempienze umane, creando una combo inarrestabile che avrebbe sconfitto pure i Power Rangers in versione robottone. Se invece avremo rinunciato, inizierà a rimproverarci del nostro fallimento come esseri umani, della nostra scarsa forza di volontà, della nostra vigliaccheria. Alla fine, in qualunque caso, il risultato sarà lo stesso: schernirci e sputarci addosso tutta la nostra inadeguatezza, la nostra pochezza intellettuale, la personalità di cartone, la presenza di un comodino, la simpatia di un muro bianco fissato per ore, l'arguzia di un tacchino e la forza di volontà di un bambino di fronte alle caramelle e ci consiglierà l'unica soluzione possibile per risolvere questo pasticcio costitutivo, ovvero la piattaforma ecologica. Come potrete aver capito, il Procione è un tipo diretto a cui non piacciono i giri di parole. Va fiero della sua onestà fin troppo sadica, un'onestà che, tra l'altro, sente di dover condividere a tutti i costi con le persone interessate, nella fattispecie noi poveri esseri portatori d'ansia, che non potremo sfuggire a quella che lui considera una dura verità capace però di forgiare il nostro carattere. Alla fine, ci ritroveremo a rintanarci come un gomitolo di lacrime nell'angolo più remoto del letto, aspettando la fine di questo bombardamento sui tetti della nostra città psichica. Perché, fortunatamente, anche il procione ha una barra dell'energia ad esaurimento e, per quanto gli piaccia tormentarci, si ritroverà ad un certo punto ad essere a corto di parole. La cosa fastidiosa (e un po' triste) è constatare che questo livello spropositato di rabbia venga in realtà da noi, che noi siamo il Procione e che quello sparare sulla croce rossa sia tutta farina del nostro sacco. Sono convinta però che, una volta interiorizzata questa verità, saremo in grado di riassorbire i nostri aguzzini come delle gelatine, liberandoci finalmente da tutta questa carica di non amore verso noi stessi. Nel frattempo, suggerisco di aprire l'ombrello per superare questo momento se non indenni, almeno asciutti.

Duille


2 commenti:

  1. Capisco l'ansia sociale da procione rabbioso. Ne è fin troppo popolato il globo.
    Che poi la preside Trinciabue è un trauma infantile non da poco, nonché un incubo ricorrente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh sì, il procione è una brutta bestia! 😅 un po' come la signorina Trinciabue... hai ragione, faceva terribilmente paura! 😊

      Elimina

Visite

Powered by Blogger.

Post by mail!

Lettori fissi

Archivio blog