venerdì 18 aprile 2014

Un palloncino rosso cuore

Ci sono dei periodi in cui tutto è davvero pesante. Ti senti schiacciato da mille responsabilità, da pesi invisibili che non sai se sono imposti o ti sei costruito. Ma in questi momenti poco importa di chi sia la colpa. La sostanza è che ogni giorno ti alzi e sembra che tu ti stia mettendo sulle spalle uno zaino pieno di pietre che si fonde col tuo essere. Ti muovi dentro una vasca di melassa che ti rallenta, mentre da fuori continuano a buttarne secchi enormi, che ti affogano per qualche istante. E' una lotta perenne, di cui a volte ti accorgi a malapena, ma che ti lascia terribilmente stanco e con un bruciante desiderio di cambiamento. Una vacanza! Santo cielo, datemi una vacanza! Una settimana chiusa in una baita in mezzo ai boschi, con la compagnia della brezza, degli alberi e di una montagna di libri da leggere sotto una coperta affondata nel divano, quello vicino alla finestra. Magari sorseggiando un bel the caldo, mentre il forno sprigiona un aroma di biscotti in cottura. Rallentare, ascoltare il flusso della natura, il suo lento respiro, il battito profondo del suo cuore, affinché ridìa il giusto tempo al mio orologio impazzito. Ma di solito gli stessi sassi che ti caricano ogni mattina ti inchiodano anche al pavimento, ricordandoti che una vacanza non te la puoi permettere, che la famiglia ha bisogno di te, che hai degli impegni, scadenze, lavoro, volontariato, studio, supereroismo quotidiano che ti impedisce proprio di defilarti silenziosamente per qualche giorno. E, come ciliegina sulla torta, la tua vocina interiore ti ricorda che, comunque, fuggire dai problemi non è la soluzione. Ma io non voglio fuggire dai problemi! Voglio solo un momento di pausa da questa ciminiera rigurgitante, una piccola pausa per poter assaporare la vita nella sua giusta velocità, riaccordarmi con il respiro delle cose che mi circondano, smettere di correre, smettere di avere paura. E quindi, quando sei ostaggio delle tue paure, come trovare l'alternativa a quella fuga tanto sognata? 


Beh, appendendosi al palloncino rosso. Quel piccolo globo di gomma che galleggia nell'aria è il tuo promemoria che esistono sempre le piccole gioie, anche nella tua ciminiera invasa dal fumo. Può essere una passeggiata nel parco, un caffè mattutino con un'amica, o una pagina piena dei tuo pensieri. Forse sarà difficile vederlo, ma quel palloncino rosso è lì, sospeso, aspettandoti. E allora prendilo, vivilo e perditi nei suoi riflessi rosso cuore, lascia che lui respiri per te l'aria fresca di una notte estiva trapuntata di stelle. E cercane altri, finchè ne avrai a sufficienza da permetterti di sollevarti da terra. All'inizio sarà un lento nuotare ad un palmo da terra, ancora immerso nella nebbia, ma già con la testa un centimetro più vicino alla luce, lassù, tra le nuvole. E poi, lentamente, di palloncino in palloncino, raggiungerai il blu sopra tutto quel grigio che ti circondava, e verrai baciato dal sole più appassionato che tu abbia mai visto. Il vento ti turbinerà gioioso, solleticandoti i capelli, e sentirai una risata tintinnante, aperta all'infinito e ti sorprenderai nello scoprire che esce dalle tue labbra, finalmente schiuse in un sorriso che credevi aver perduto. 
Ma il primo passo spetta a te, a me, a tutti noi persi nella nebbia della ciminiera. Ricordiamoci sempre che, anche nei momenti più bui c'è sempre, da qualche parte, un palloncino rosso che ci aspetta. Ogni vero cambiamento ha sempre un desiderio alle spalle. E non dobbiamo avere paura di desiderare così forte da farci venire le lacrime, da farci urlare di rabbia e da farci sollevare, feriti, ustionati, stanchi e con il viso sporco, per andare incontro a quella luce in fondo al tunnel che ci è sembrata impossibile da raggiungere. Siamo il nostro cambiamento. Cerchiamo quel palloncino rosso, anche a costo di diventare ciechi per farlo. E una volta trovato, aggrappiamoci, con tutta la forza del nostro pulsante, vibrante, vitale desiderio.


Duille

   

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