mercoledì 14 maggio 2014

Shatter Me: dall'abisso alla rinascita

Due anni fa ormai, per caso, grazie a Facebook e alla mia irriducibile passione per il Signore degli Anelli, mi sono imbattuta in Lindsey Stirling. E mi si è aperto un mondo nuovo e meraviglioso. Lei è una violinista che è riuscita come pochi a sdoganare lo strumento dalla sua gabbia di musica classica/celtica, proiettandola prepotentemente nel mondo del pop e della musica considerata "mainstream". Con una piccola chicca aggiuntiva: lei balla mentre suona. Saltella come un grillo da un lato all'altro della pista, improvvisando balletti o seguendo coreografie preparate, il tutto suonando complesse e velocissime melodie su basi elettroniche. Una perfetta fusione fra modernità e antichità, tra arte visiva e melodica. Insomma, un pacchetto completo per alimentare i nostri sensi ammaliati. C'è da dire che lei è anche molto carina, alla mano, propositiva e sempre pronta ad ispirare gli altri con la sua storia, non certo fatta di soli successi, ma anche di scivoloni colossali, sofferenze personali e tanta frustrazione, ma che lei ha accolto e ha fatto propri, per continuare a lottare e arrivare al suo obiettivo: fare musica, la sua musica, nel suo modo. 
E' un'artista completa insomma, che ha fatto tesoro della sua storia, trasformando le cicatrici in risorse, e che ha cercato di rinnovare il genere, riuscendo a far piacere anche ad una fan accanita del folk come me, il dubstep e la musica elettronica.


Il 29 aprile è uscito il suo secondo album, "Shatter me", che vede una maggiore presenza della musica elettronica e, per la prima volta, due canzoni musicate e cantate. Sebbene personalmente trovi Shatter me più debole rispetto al suo predecessore, è comunque molto godibile, con un sound più incisivo, pezzi più rock ed emotivi e con un fil rouge che accomuna le canzoni: il viaggio nell'oscurità  e la successiva rinascita interiore. In particolare, mi sento di consigliare proprio il pezzo che dà il nome all'album. Shatter me è un brano struggente, potentissimo, viscerale, che deve la sua forza soprattutto alla voce espressiva di Lzzy Hale (ammazza, che voce ha quella ragazza! Da far accapponare anche i peli del naso!). Il testo ha saputo perfettamente esprimere le emozioni claustrofobiche, la solitudine e l'ambivalenza tra desiderio di cambiamento e paura di cadere, tipiche di ogni tipo di disagio. Chiunque può immedesimarsi nelle parole del testo e lasciarsi cadere nel rabbioso urlo di aiuto di Lzzy: 

Somebody make me feel alive and shatter me 
("qualcuno mi faccia sentire viva e mi mandi in frantumi").  

Purtroppo le massicce incursioni elettroniche, che nel precedente lavoro di Lindsey era perfettamente dosato, al punto da diventarne una parte essenziale, qui è un po' fastidioso, nascondendo talvolta la forza del violino. Ma, ripeto, parlo da grande hater della musica elettronica! 
Per tirare le somme, il percorso della violinista/compositrice finora ci mostra un'evoluzione dinamica interessante: se "Lindsey Stirling", il primo album, era più spensierato, allegro e con tratti da folletto, qui scopriamo un lavoro più maturo, introspettivo, che copre tutte le emozioni, per regalarci una cassa armonica di esperienze sonore del tutto particolari. 
Da ascoltare e da vedere. E se vi appassionate, non perdetevi un suo concerto: vale decisamente la pena! Solo un consiglio: cercatevi un posto dove poter ballare, perché io ho avuto la malsana idea di cercare di avvicinarmi il più possibile al palco, ed è stata una sofferenza!!! Ma questa è un'altra storia. ;)

La copertina del nuovo album di Lindsey, "Shatter me"

Qui sotto trovate il canale Youtube di Lindsey Stirling ...fateci un salto, dire che vale la pena sarebbe riduttivo! Vi dico solo che non sarà tempo sprecato! ^_^
E non poteva certo mancare il video superfantasticissimo di Shatter me! Enjoy!


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