domenica 16 novembre 2014

Telefilm addicted #5 - Requiem for a comedy

C'era una volta gli anni '80, ricordati per poche semplici cose: abiti dai colori improbabili, capigliature alla minecraft per i ragazzi e alla "dita nella presa" per le ragazze e il boom delle sit-com familiari. Gli anni '80 hanno visto approdare sul piccolo schermo palate di famiglie variamente colorate e dalle più svariate opinioni politiche, ma tutte estremamente prolifiche di figli: I Robinson, I Jefferson, Casa Keaton, il mio amico Arnold mostravano la classica famiglia americana alle prese con i problemi di tutti i giorni. Negli anni '90, accanto ai lacrimosi (quanto noiosi) teen drama (Beverly Hills e Dawson's Creek in testa), la sitcom scopriva che anche i single e le coppie senza figli facevano ridere: si sono così aperte le porte a grandi classici della comicità dell'ultimo decennio prima della profetizzata fine del mondo, con l'intramontabile Friends e capolavori come Dharma e Greg o La Tata (che non sarà di sicuro la rivoluzione del genere, ma a me faceva ridere).
Non si perde però il gusto della serie formato famiglia da milleduecento figli, perché "la tradizione è tradizione" e finché ci sarà il tacchino al Ringraziamento e la gelatina di mirtilli (rigorosamente in barattolo) noi prodi yankees non ci faremo mancare le sitcom allargate. Però i tempi cambiano, si sa, e non si può più pensare di far figliare come conigli una coppietta relativamente giovane. Come risolvere il numero di figli che progredisce in modo inversamente proporzionale all'aumentare degli anni? Ma ovviamente coinvolgendo sempre di più familiari, vicini e chi più ne ha più ne metta! Ecco quindi che compaiono serie come Willy il principe di Bel Air, 8 sotto un tetto, ecc. ecc. Gli anni 2000 si scoprono in fondo non così apocalittici dopotutto, quindi si festeggia con nuove ondate di sitcom che, finalmente, si ricordano che il mondo è bello perché vario e che santo cielo, siamo entrati nel terzo millennio, vogliamo fare qualcosa per le categorie emarginate da ogni genere di serialità? Ecco quindi comparire una serie che personalmente ho detestato ma che ha comunque fatto scuola: Will e Grace, prima new entry ufficiale del mondo gay nel palinsesto televisivo. Ma i produttori si rendono anche conto che ormai la risata in sottofondo sa di stantio e che i vecchi format hanno un piede nella fossa già da tempo. Il genere si rivoluziona, si da' una bella mano di bianco sulle pareti, si tolgono un po' di ragnatele e nascono le prime serie comedies che non pretendono necessariamente di far ridere: Ally McBeal, Malcolm e il capolavoro dei capolavori Scrubs, che ha fatto sognare generazioni e forgiato la sottoscritta durante la sua solitaria adolescenza da nerd inconsapevole (la mia quota di ironico cinismo misto a coccolacchiottosità viene proprio da Scrubs!). Ed è così che, tra un colpo di spazzola e un pensionamento dei doppiatori di risate (che poi, li pagano? oppure registrano di nascosto le risate di persone nei bar?) arriviamo ai giorni nostri. E qui iniziano le note dolenti. Sì, perché non so se sia dovuto alla mancanza di idee degli sceneggiatori, all'avvento dello streaming che ha messo sul mercato tutto il ben di Dio che la serialità proponeva oppure se sono io che sono diventata più grande e quindi più schizzinosa ma...le sitcom di questi anni sono terribili! Insomma, guardiamo in faccia la realtà, nella serialità comica di questi anni si è optato per un modello black and white: o hai successo o sei fuori.

A- Le serie cancellate

Buone serie vengono cancellate nel giro di qualche settimana, giusto il tempo per poter dire "Oh, va che bella questa serie, finalmente qualcosa di decente. Quando arriva la prossima puntata?". Non arriva. Non arriva e non te lo dicono. Ti fanno innamorare di una serie solo per mollartela a metà, senza neanche una puntata conclusiva e senza neanche uno straccio di spiegazione se non il solito mantra de "gli ascolti sono bassi". Solo quest'anno mi hanno cancellato tante di quelle serie che mi piacevano che ora sono pronta a qualsiasi mondo postapocalittico alla The Walking Dead. Rambo mi fa un baffo a me! Dopo che ho dovuto piangere la dipartita di The Michael J. Fox Show e Growing Up Fisher, il mio cuore si è fatto duro come quello di una Mantide Religiosa. E ho pure concesso una dolce e accorata ovazione all'ingresso della diversità nel mondo seriale, un discorso pieno di sentimento che sembrava annunciare l'arrivo di un nuovo Messia della serialità! Mi mancava solo la luce divina ed il coro angelicato in sottofondo per completare il quadro (perché lo sguardo contemplativo e il sorriso estatico c'erano già!). Ma non potevano fermarsi lì, oh no! Hanno lanciato nuovi ami a cui io, povera pesciolina sprovveduta, ho subito abboccato. Il colpo più duro è stato vedermi cancellare nel giro di quattro puntate (QUATTRO PUNTATE! 4 PUNTATE!) Manhattan Love Story, una sitcom dolce come un bignè alla crema e finalmente capace di ironizzare senza scadere nel trash. Il mio cuore si è sgretolato come una statua di das ed ho dovuto riattaccare i pezzi con lo scotch! Ma questa serie in particolare ci pone di fronte al secondo problema della nuova sitcom moderna  che tocca invece le serie che hanno successo. Quindi passiamo direttamente al punto B di questa mia invettiva contro la serialità moderna:

B- Le serie di successo

Le serie di successo purtroppo sembrano seguire il principio che io ho definito "dell'ubriaco allegro", che si divide in altre 2 sottosezioni:

1) L’ubriaco allegro nostalgico
Tutte le sitcom che hanno avuto più successo negli ultimi anni sono serie che puzzano di nostalgia come le scarpine di quando eri bambina e che tua madre conserva gelosamente nell'armadio. How I met Your Mother è una di queste: una versione moderna di Friends con al centro della vicenda un uomo romantico. C'è il classico gruppo di amici (tre maschi, due femmine), la coppietta felice, la ragazza pratica che vuole fare carriera, il romanticone che le sbava dietro dalla prima all'ultima puntata, il marpione dal cuore d'oro. Molto simile a Friends, se al posto del marpione inseriamo lo scemo dal cuore d'oro. E anche una delle mie sitcom preferite, ultimo custode del mio cuore, The Big Bang Theory, è creata da un genio degli anni '90, Chuck Lorre, che ha anche creato Dharma e Greg. Niente da dire sul prodotto, secondo me è bellissimo, fatto con attenzione e con una firma inconfondibile! Ma un giorno vi farò una sviolinata su questa serie. Infine Modern Family, altra serie bellissima ma che sembra comunque partire dal recupero di vecchi schemi familiari, per quanto sia assolutamente uno dei prodotti più originali e innovativi dai tempi di Will e Grace (solo che, per una volta, i gay sono gay e non pagliacci isterici! Grazie Lloyd e Levitan!).

2)L’ubriaco allegro disinibito
Una buona parte delle nuove sitcom sembra essere andata un po' agli eccessi per quanto riguarda il tema dello svecchiamento. Sembra che oggigiorno non si possa fare alcuna serie di successo se non si parla, mostra o si fa del sesso. Ci sono intere serie completamente dedicate a questo. Married e You're the worst sono le prime che mi vengono in mente. Intere puntate riempite di scene di sesso più o meno esplicito. Sia chiaro, io non sono una bigottona che sogna il ritorno delle gonne anni '50 e del proibizionismo, ma non si può pensare davvero di ridurre tutte le relazioni umane a buchi, tette e lenzuola (scusate la brutalità). Una felice eccezione è Scrotal Recall, che usa il problema sessuale (una malattia venerea) per indagare i rapporti umani e sessuali tra il protagonista e le varie donne con cui ha avuto delle storie durante gli anni. Molto carino (se non me lo cancellano, ovviamente!).

Infine sto notando un nuovissimo trend che si sta sviluppando nell'ultimissimo periodo: un vero e proprio rispolvero dei vecchi format. Facendo nuovamente riferimento al principio dell'ubriaco allegro, potremmo dire che è un caso da vomito nel giardinetto di casa dell'ex ormai sposato con figli mentre cercavi di farla/o tornare sui suoi passi rievocando i bei vecchi tempi andati. Mi sono trovata tra le mani cose (perché sono cose, non serie) come Cristela e i McCarties. Ogni puntata dura 20 minuti ma sembra durare almeno un paio di vite. C'è tutto quello che non dovrebbe mai essere riportato alla luce! La mummia delle serie tv si è impossessata di qualche produttore e ha ideato sitcom che puzzano così tanto di vecchio che la cuccia del mio cane sembra quasi Eau de Toilette! Risate registrate riesumate da qualche cassetto polveroso, ping pong di battute che non fanno ridere nessuno e un'aria di plastica che permea tutta la serie. Il finto più finto della Barbie Umana!
Insomma, alla fine di questo sproloquio posso dire che la situazione per le sitcom non è rosea. I prodotti più originali non scalfiscono il grande pubblico e quelli più trash sembrano spopolare. In questa spirale di già visto e noioso, i produttori sembrano ridursi a pescare nella cesta delle occasioni alla ricerca di qualche format vintage che possa ridare lustro ad un genere che non sembra riuscire a decollare, neanche con un po' di buona volontà.
Non resta che appoggiarci a quelle poche serie che hanno ancora l'aura di santità per guidarci nell'oscuro mondo fatto di battute scadenti e risate registrate che è il 2014.

Duille


4 commenti:

  1. concordo con te.... cancellano molte cose carine per propinarci certe schifezze che io proprio non sopporto ( dowson creek in primis e pretty little liars che è così ridicolmente inverosimile da far vomitare ) hai dimenticato tutti in famiglia e mike e molly che io guardo la mattina bevendo il caffè anche se sono un po' la solita pappa mi fanno sorridere. Il pomeriggio non si tocca io e i miei figli siamo fans accaniti di big bang theory e how J met your mater.... e a parte questi ultimi due che adoro e assolutamente non si toccano, ho un piacevole ricordo di 8 sotto un tetto di cui adoravo Steve e la sua auto ( isetta) e non posso tralasciare la vita secondo Jim che mi fa sorridere spesso e volentieri perché penso che in ogni uomo ci sia taaaanto Jim anche se non lo dice !!!! LA F.

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    1. Ahahahahah! Ciao tata! Hai ragione, ci sono tante cose belle che finiscono al macero senza alcun motivo! Quanti cuori spezzati per niente! Anche io sono una super fan di The Big Bang Theory, è la sitcom più bella degli ultimi tempi! How I met your mother invece non l'ho capito molto...non lo trovo brutto, ma non capisco nemmeno perché sia considerato un vero e proprio capolavoro. Come ho detto, mi sembra una versione moderna di Friends. Però è sicuramente tra i prodotti migliori dell'ultimo periodo, quindi merita il successo che ha avuto. L'unico neo è che, appunto, non vedo alcuna innovazione nei suoi meccanismi. Funziona così bene anche perché punta su uno schema già consolidato e che piace al grande pubblico. Però, ripeto, la considero comunque una serie ben riuscita, con i ritmi giusti e anche piuttosto godibile...infatti ho visto tutte le stagioni, compreso il discutissimo finale (che io ho adorato come pochi finali al mondo!). A parte questa lunghissima parentesi su How I met Your mother, hai ragione, ho tralasciato molte serie belle. Alcune, ad essere onesta, non le ho mai viste (come mike e molly), altre non le ho inserite perché il post era già una divina commedia così, non volevo neanche esagerare! XD Sono felice che tu mi abbia aiutata a completare il quadro delle sitcom, prima di tutto perché potrò prendere spunto e guardare le serie che mi sono persa, e poi perché è sempre un piacere chiacchierare di serie tv! Grazie per il commento tata! <3

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  2. Come sempre hai scritto un ottimo post, lo sai che adoro leggerti. I'm back XD
    Ho aggiornato il sito grafico (poi ritorno ai social, ricarico le pile del tutto prima, ah ah, ormai sono vecchia e a volte perdo l'ispirazione, ma tornerò a farvi compagnia anche lì, mi dovrete sopportare, se volete!!

    :)) Tu sei sempre favolosa nei post, davvero. In genere non amo tantissimo le serie tv, però ricordo con piacere quelle della mia infanzia come La Tata, Otto sotto un tetto ecc.

    A presto caraaaa

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    1. Eh, io sono una drogata di serie tv! Ho sempre trovato difficile seguire i film, perché duravano poco e, una volta che mi affezionavo ai personaggi, era difficile lasciarli andare dopo poche ore! Questo è sempre stato uno dei motivi per cui amo così tanto i libri: i personaggi ti tengono compagnia per giorni, settimane o addirittura mesi, diventano degli amici fedeli che ti insegnano cose e si mostrano lentamente, seguendo i tuoi ritmi, e lasciandoti il tempo di riflettere e aggiungere tasselli alla loro personalità. Nelle serie tv ho ritrovato questa lentezza, questa voglia di svelare lentamente, come un cioccolatino scartato al rallentatore, o forse, come un amico che si scopre solo passandoci del tempo insieme. Le sitcom poi hanno il vantaggio di essere incredibilmente leggere, anche nel trattare temi impegnativi. :) Non vedo l'ora di rivederti su fb! Nel frattempo, ti continuo a seguire sui blog! ^_^ Grazie per essere passata! ;)

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