domenica 9 novembre 2014

Duille e il muro di Berlino

Ci sono storie che conosciamo solo dai libri, rivoluzioni lontane e quasi mitiche e passati recenti che ci hanno visto testimoni da lontano, indirettamente. E poi ci sono storie che, nonostante la distanza, ci toccano nel profondo del cuore, fanno vibrare le fibre della nostra corteccia di nuovi suoni, ci  parlano sussurrandoci nell'orecchio parole di speranza o, più spesso, cantano a squarciagola inni di lotta e di vita. Io avevo solo 1 anno quando tutto il mondo poté assistere meravigliato alla caduta del muro di Berlino.
Quando si ha un anno si è troppo impegnati nel perfezionare la dura arte del cucchiaio (gira la mano, raccogli pappa, rigira il polso, tieni la posizione, avvicina cucchiaio, centra la bocca, gnam! E ora, da capo!) e il mondo è decisamente troppo grande e troppo complicato per badare ad esso. Quando siamo così piccoli tutta la nostra realtà si concentra sui dettagli: il viso della mamma, il cucchiaio con cui litighiamo, il nostro migliore amico di peluches che ci accompagna in ogni avventura, trascinato per un braccio nelle nostre maldestre escursioni per la casa. Siamo tutti presi dalla scoperta degli spazi, dai movimenti del nostro corpo, dalle parole che sgorgano dalla nostra voce. Non abbiamo proprio tempo per cose così grandi e apparentemente così inutili come un muro che cade. E poi, cosa c'è da vantarsi? Noi distruggiamo muretti di lego tutti i giorni e non mi sembra proprio che ci dedichino un servizio al telegiornale per questo! Eppure, dando un'occhiata a mamma che sta guardando la televisione, notiamo che ha gli occhi lucidi e un sorriso meravigliato stampato sulla bocca. Certo, ad un anno non sappiamo esattamente cosa sia un sorriso di meraviglia, ma conosciamo la sorpresa, quindi un po' ci raccapezziamo lo stesso. Ma quello che proprio non riusciamo a capire è il perché. Perché questa gente che distrugge un muro di lego è così bella da paralizzare tutta la famiglia, lasciando ferri da stiro sospesi in mano, caffettiere borbottare infuriate sul fuoco e bambini a domandarsi cosa stia succedendo? Ad un anno è di certo una domanda impossibile da rispondere, soprattutto per qualcuno che non ha ben chiaro neanche il concetto di meraviglia. Così ce ne disinteressiamo e andiamo avanti con la nostra vita fatta di piccoli spazi e piccole conquiste. Ma crescendo, diventando cintura nera di Cucchiaio e Maestri nelle espressioni più variegate, allungandoci in altezza e in esperienza, un giorno ci imbattiamo in quel filmato, casualmente, magari proprio un 9 novembre di un anno qualunque.
E di colpo, ci ritroviamo con gli occhi bagnati, lo sguardo illuminato e il cuore che batte al ritmo dei colpi di quei picconi. E allora capiamo. E anche io ho capito la bellezza di quel gesto così apparentemente violento, la splendida energia di quella folla che era pronta a cambiare il mondo con un semplice piccolo passo, diventando un solo corpo composto da miriadi di mani, voci e occhi. Quei picconi che colpivano quel muro, quegli strumenti che aggredivano quei mattoni colorati, lungi dall'essere carichi di odio e di rabbia, erano pieni di amore. Amore, capite? Quale meravigliosa rivoluzione può nascere da un sentimento così grande? Quale sguardo non si riempie d'infinito di fronte ad un gesto di speranza così potente? Quale giovane non trova ispirazione in un atto di fede così spontaneamente esplosivo, eppur gentile? E' stata l'unica volta che un atto di forza mi è sembrato così bello e così vivo. Ogni colpo sprigionava scintille invisibili, stelle filanti dei secondi che erano stati imprigionati dentro quelle mura, annullando il tempo, bloccando le persone e Berlino stessa in un eterno presente, trasformando la città in una gigantesca sala d'attesa per il giorno in cui tutto sarebbe finito e il mondo avrebbe ricominciato a girare. La città che attende, un giorno, semplicemente, ha smesso di aspettare.


E ha abbattuto quel muro che divideva strade, famiglie, vite, quartieri. Ha liberato il terreno dal peso di quelle pietre di oppressione, di egoismo e di cieca pazzia. Ogni colpo era accompagnato dalle risate ed ogni risata si librava in aria andando a solleticare i piedi di tutte quelle anime che erano morte tentando di scavalcare il muro, quando la follia di uomini che dovevano portare libertà era sfociata nella più orribile delle invenzioni: una forbice di mattoni che spezzava, tagliava, tranciava in due ricordi, passati e legami. Ogni frammento di calce che crollava era una lacrima che finalmente si ricongiungeva con la terra, una pioggia d'acqua sgorgata dagli occhi di migliaia di berlinesi che ora diventava linfa e nutrimento per i germogli del futuro, finalmente liberata dal suo dolore. Ogni fantasma di mano che si era appoggiata su quel muro era ora diventata pugno interno al cemento, che spaccava e batteva da dentro, dando un ritmo alle risate e alle parole delle persone là fuori, dando una melodia alle mani di oggi che stringevano quei picconi. I vivi e i morti, uniti in un'unica melodia ritmica, spingevano e distruggevano da dentro e da fuori, da ogni direzione, in un unico movimento, per liberare il futuro incrostato nel catramoso calcestruzzo che aveva diviso e ucciso. E poi, in tutto questo danzare, liberare, illuminare, finalmente qualcuno riuscì a salire su quel muro, seguito da altri e altri ancora, da ogni lato, come piccole formiche. Si aiutavano l'un l'altro, si abbracciavano, fino a coprire interamente quel pezzetto di muraglia che li aveva divisi, fino a diventare una neve benefica che bonificava tutto, riempiendo il dolore con la gioia, la rassegnazione con la speranza, le urla con le risate, il passato con il futuro, l'odio con l'amore. Loro erano lì, consci di star facendo la storia, ma forse non consapevoli di quanto avrebbero ispirato le future generazioni, loro, che ci hanno insegnato a sperare sempre, a lottare in nome dell'amore, loro, che si erano ripresi la vita sull'orlo del cielo.
Per questo gesto posso dire solo una parola: Grazie.


Duille


2 commenti:

  1. Sei grandiosa Duille...sei grandiosa....

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    1. Oh, tata! Che tenera che sei! :D In realtà oggi è proprio uno di quei post tutto miele e commozione che fanno venire il mal di pancia anche ai più assidui frequentatori di negozi di caramelle! ^_^ Temevo di essere stata un po' troppo sdolcinata! Però mi rassicura sapere che ti sia piaciuto, almeno gli stomaci forti riescono a digerire i miei sproloqui tutti cuoricini! :D

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